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Visualizzazione dei post da dicembre, 2024

Le ombre dell'innocenza

Nella quiete opaca di una città dimenticata, il buio non scendeva mai del tutto. Le luci dei lampioni, tremanti come confessioni taciute, disegnavano ombre lunghe sui muri. Tra quelle ombre, c’era sempre stata Emy. Emy aveva occhi profondi come pozzi che riflettevano un cielo mai visto. Da bambina, la sua risata era stata il tintinnio di un cristallo, ma presto fu spezzata, come vetro calpestato da passi brutali. Le mani che avrebbero dovuto cullarla furono quelle che la ridussero a una bambola senza fili. Ogni abbraccio rubato, ogni carezza forzata, aveva costruito un muro, mattoni di dolore e silenzi. Ma i silenzi non erano mai vuoti. Dentro di essi, cresceva un’eco, un sussurro che Emy aveva imparato ad ascoltare. Lei la chiamava Mey. Mey era nata nel cuore delle notti insonni, quando il pianto soffocato si trasformava in un grido muto. Emy l’aveva creata per sopravvivere, per nascondere il peso del terrore. Eppure, Mey non era solo una maschera. Mey aveva occhi più lucidi, una voce...